Quante volte ti sarà capitato di uscire di casa e a metà strada aver pensato: avrò chiuso la porta? Avrò spento le luci. E le tapparelle?

Capita a tutti, lo so ma non c’è da aver paura. La domotica negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, diventando sempre più disponibile, integrabile e alla portata di tutti.

Il mondo della domotica si divide sostanzialmente in tre grandi gruppi:

  1. sistema chiuso;
  2. sistema KNX;
  3. sistemi IoT che sfruttano canali di comunicazione come Wi-Fi, Bluetooth, ecc;

Il primo è un sistema che comunica solo con i dispositivi prodotti dalla stessa azienda.
Il secondo è uno standard usato da più produttori, molto flessibile.
Il terzo è simile al sistema chiuso ma permette, attraverso internet, di interfacciarsi con sistemi di altri produttori.

L’obiettivo

È importante porsi degli obiettivi, cioè pensare a cosa si vuole ottenere dal proprio impianto domotico, quali automazioni realizzare e quanto in là ci si vuole spingere con l’integrazione e il controllo da remoto.

Solitamente si inizia con la gestione del riscaldamento e da lì in poi è difficile fermarsi. Si finisce col voler controllare l’accensione delle luci, regolarne l’intensità, poi si vuole aprire e chiudere le tapparelle e portare a sistema la diffusione sonora con Spotify, per poi finire con aggiungere il sistema anti intrusione, la video sorveglianza e tutti gli elettrodomestici.

Come farlo

Personalmente non sono un grande fan dei sistemi chiusi, per cui, non affronterò tale argomento in questo articolo.

Riscaldamento:

a me piace molto il termostato Nest, che è in grado di apprendere le abitudini di chi occupa la casa dopo una settimana. Riesce a capire inoltre come si riscalda l’edificio o se ci sono “spifferi”, ottimizzando così l’energia e riducendo gli sprechi. Si integra di default con Google Home, gli elettrodomestici Home Connect e Control4.

Nest

Ph. Credits Nest

Illuminazione:

Si può scegliere tra due strade, o percorrerle entrambe, creando un sistema misto. Per iniziare e fare da soli, si possono acquistare i kit Philips Hue che funzionano con l’App e si integrano anche di default con Google Home e non serve mettere mano sull’impianto elettrico esistente.

Se si vuole di più e si può realizzare anche qualche lavoro di ammodernamento dell’impianto elettrico si può realizzare un sistema KNX, che consiste nell’inserimento di apparati denominati Attuatori e Interfacce collegati tra loro attraverso un cavo Bus. In questo caso c’è bisogno di un installatore certificato KNX.

Antiintrusione e sicurezza:

Anche qui si può scegliere la via del fai da te, utilizzando per esempio le telecamere Nest Cam IQ. Queste telecamere riescono a distinguere le persone dalle cose e capiscono cosa succede all’interno della casa, mandando un avviso al proprietario in caso di anomalie. Con la funzione cloud inoltre, i dati sono al sicuro. Sempre dell’ecosistema Nest fa parte Nest Hello, una sorta di “videocitofono” che funge anche da telecamera di videosorveglianza e collegabile alle smart locks di Yale.

Per un sistema più professionale, la scelta si allarga di molto. Un buon pacchetto è rappresentato dai prodotti Ksenia, con cui si può realizzare un sistema misto di videosorveglianza, antiintrusione e qualche piccola funzione di domotica ed è integrabile a Control4 e al sistema KNX.
Da citare anche le apparecchiature della Mobotix o della Axis.

Elettrodomestici:

Non si possono escludere gli elettrodomestici da una smart home che si rispetti. Se si acquistano quelli con funzione Home Connect si può ottimizzare e automatizzare il loro funzionamento. Ad esempio si può accendere o spegnere e programmare il forno direttamente dall’ufficio, vedere cosa è rimasto nel frigo o far partire la lavatrice solo quando l’impianto fotovoltaico sopra il tetto di casa è in funzione.

Parola d’ordine: integrazione

Se si vuole veramente una casa Smart con la S maiuscola, è necessario integrare tutti i sistemi di cui si è parlato sopra. Un’ottima piattaforma per farlo si chiama Control4. Fisicamente, Control4 è una centralina che si installa in casa, dove convergono tutte le informazioni dei dispositivi presenti. Attraverso l’App, il sito o gli assistenti Google Home o Amazon Alexa, si possono inviare comandi, conoscere lo stato dei dispositivi e visionare le telecamere. Inoltre, si integrano tutti i servizi streaming musicali esistenti potendo poi gestire i diffusori audio, per esempio della Triad o di Sonos, per citarne un paio.

Integrazione smart home

Diventa Smart

Si può fare il primo passo da soli, se poi ci si vuole spingere più in là ci si può far affiancare dai professionisti certificati della propria zona. Se si parte con il piede giusto, il cambiamento in atto non ci sorprenderà, e vedremo la casa come un dispositivo al pari del nostro smartphone. Se si pensa poi in un’ottica di lungo periodo, una casa smart è in grado di semplificare enormemente la vita delle persone più anziane, ed iniziare a prendere mano con questi strumenti fin da giovani può permettere un’estrema semplificazione della vita futura.